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piccola biblioteca ad arconate

Comune di Arconate MI - dic 2020

Il tema dato è la realizzazione di una piccola biblioteca comunale da costruire in modo semplice ed economico ma allo stesso tempo in grado di restituire massima qualità e fruibilità dei volumi da utilizzare e dei nuovi spazi pubblici generati. Il progetto sceglie di non utilizzare tutto lo spazio disponibile dentro la manica agricola esistente (due livelli) per non dover alterare il grande vuoto presente originale, le capriate e strutture lignee del tetto e i vecchi pilastri in mattoni portanti. Assolvere le istanze statiche e energetiche per l’utilizzo totale dei due livelli avrebbe irrimediabilmente alterato foggia, senso e memoria del volume. Gli spazi funzionalmente necessari si dispongono quindi su di un unico livello utilizzando materiali semplici, volutamente low-tech e soprattutto di facile messa in opera (assenza di gru in cantiere), murature in mattoni di cotto portanti, solai in laterizio e c.a., acciaio, legno. Vengono eliminati alcuni muri di tamponamento presenti al piano terra della manica agricola inserendo dentro lo spazio liberato un volume leggero costruito con struttura in acciaio, materiale coibente e rivestimento in legno. Un contrappunto in termini di “firmitas” che lascia protagonista assoluto della scena il vuoto del volume agricolo originale. Altri due volumi connessi ortogonalmente generano e circoscrivono una corte adatta anche alla lettura all’aperto, un cortile pubblico protetto e assimilabile a quelli privati del tessuto storico circostante. Spazio empatico, discreto e mimetico rispetto all’intercalare dei “vuoti” e “pieni” del costruito circostante senza rinunciare alla sua vocazione attrattiva dal carattere pubblico e simbolico.La nuova biblioteca è caratterizzata dal netto contrasto fra perimetro esterno, che ha origine nel cascinale esistente e si estende secondo una matrice tettonico/strutturale massiva e chiusa ostentata dal paramento in mattoni (=origine) con basamento in pietra eperimetro interno leggero ed aperto realizzato con vetrate continue comprese dentro telai in legno. I fronti verso la corte rivelano “l’abitare” i fronti esterni contengono e manifestano “il rappresentare”.L’utilizzo di materiali tradizionali e durevoli come il granito semplicemente trattato a “piano sega”, gli intonaci grezzi dei paramenti verticali a perimetro, i mattoni a vista, la conservazione/riproduzione e misura dei pilastri storici in mattoni portanti dialogano con lesnelle strutture in acciaio a profilo aperto creando una tensione dinamica, ammiccante quanto espressiva tra le parti che trova massima espressione nel grande vuoto del sottotetto originale. Controventi, travi e pilastri in acciaio complici nella sostanza/immagine dell’intera ideazione.
Si può quasi affermare che l’intero progetto nasca dalla volontà di mantenere incontaminato il grande vuoto del sottotetto, lasciato volutamente non più raggiungibile fisicamente ma presente con la sua ombra mutevole e misteriosa nella quale perdersi con lo sguardo. Una cavità affascinante e silenziosa che rimanda ad antiche memorie d’uso e invita a lasciare correre, come quando si legge un libro, la fantasia.


Small library in Arconate

The brief was to design a small municipal library in the Milanese hinterland of Arconate. The restructure of the existing agricultural volume needed to be simple, cost effective but, at the same time, able to give back high quality construction and new generous public space. From the onset it was decided not to use all the available space (two levels) within the existing farmhouse volume to maintain the large original void, wooden roof structures and the old load-bearing brick pillars.

A new use of both levels for the library, with the current static and energetic standards and rules, would have irremediably altered the shape, sense and memory of the volume.

So the new library spaces are arranged on a single level using simple materials, deliberately low-tech and above all easy to install (no crane on site), load-bearing terracotta brick walls, concrete, steel and wood. The design project also removed the volumes present in the ground floor of the agricultural farmhouse ( added over time ) freeing the old brick pillars, inserting on the ground floor a light volume made by a steel structure with insulation and wood cladding.

A counterpoint in terms of “firmitas” to expose the pure protagonist of the scene, that is the original volume emptiness. Two other orthogonally connected volumes generate and bound a courtyard also suitable for outdoor reading. A protected public courtyard in the nature of the private ones in the surrounding historical buildings. An empathic, discreet and mimetic space with respect to the interlaying of the "empty" and "full" of the surrounding buildings without renouncing its vocation of a public and symbolic character.

The new small library plays on the sharp contrast between the external perimeter which architectonically refers to the existing farmhouse and the new internal space. In the two external volumes this extends to a massive and closed tectonic structural matrix, defined by the external brick facing (= origin) and stone base. In contrast the internal perimeter is light, continuous totally open in glass held by simple wooden frames. The open fronts facing the courtyard reveal personal "living", the external contain and manifest the public "representational" aspect.

The functional layout is organized with a double possibility of access from the new public courtyard: an entrance door to the reception for daily use of the library and a juxtaposed door, for independent access to events and presentations.

The use of traditional and durable materials such as raw granite, the rough plaster of the vertical perimeter facings, the exposed bricks, the conservation and measurement of the historical load-bearing brick pillars interact with the light and slender open-profile steel structures that create a dynamic, seductive as well as expressive tension between the parts that finds its maximum expression in the great void of the original agricultural attic. Braces, beams and steel pillars are the main substance of the entire project conception.

It can almost be said that the entire project was born from the desire to keep the large void of the attic uncontaminated, deliberately left no longer physically reachable but present with its changing and mysterious shadows in which to get lost with the gaze.

A fascinating and silent cavity that refers to ancient memories of use and invites you to let your imagination run wild, as when reading a book.



progetto: Arch. Gianmatteo Romegialli - act_romegialli con Arch.Paolo Donà / Studio ingegneria Moncecchi Associatistrutture : Studio Moncecchi Associatiimpanti : Studio Forgad
foto : Marcello Mariana